Dopo gli anni della guerra, la vita riprende...
Dopo gli anni della guerra, la vita riprende lentamente nelle vallate dell’Alto Verdon, allora appartenenti al dipartimento delle Basses-Alpes, oggi Alpes-de-Haute-Provence.
In queste montagne, la povertà esiste, come altrove. Eppure, grazie alla terra, agli animali e al lavoro quotidiano, le famiglie conservano una certa autonomia. Mancano molte cose, ma non manca l’essenziale.
Nei nostri paesi si vive modestamente, ma non nella miseria.
La vita continua a seguire il ritmo delle stagioni e dei gesti tramandati da generazioni. Le famiglie sono numerose, solidali, profondamente legate a un modo di vivere antico. Ci vorrà tempo prima che il progresso trasformi davvero queste vallate. Gli anziani continuano a vivere come hanno sempre fatto, mentre le generazioni più giovani scoprono lentamente un mondo diverso.
Poco a poco, il quotidiano cambia.
Nelle case, le trasformazioni arrivano quasi in silenzio. Compare l’acqua corrente, l’elettricità diventa sempre più presente. Per molte donne, le prime lavatrici rappresentano un vero sollievo, e lentamente i lavatoi vengono abbandonati. Arriva anche il frigorifero, cambiando le abitudini, i gesti e l’organizzazione della vita quotidiana.
Questi cambiamenti non sconvolgono tutto immediatamente, ma si installano lentamente nel paesaggio della vita.
Con l’automobile, le distanze sembrano accorciarsi. Modelli popolari come la Renault 4CV permettono ad alcune famiglie di spostarsi più facilmente. Si può andare un po’ più lontano, un po’ più spesso.
Grazie alle ferie pagate, gli abitanti delle città possono finalmente partire in vacanza. Attratti dalla montagna e dall’aria pura, arrivano nelle vallate durante l’estate. Sono gli estivanti.
Nel paese, gli alberghi aprono le loro porte. Nel centro abitato, hotel, ristoranti e bar accolgono visitatori e abitanti, creando nuovi incontri e nuove abitudini.
A Fontgaillarde nasce persino un elegante albergo decorato da Monsieur Léveré, pittore del Ministero della Marina.
Questi nuovi visitatori arrivano, scoprono le montagne e poi ripartono. La vita delle vallate, invece, continua lentamente, fedele a sé stessa.
Prima dell’arrivo della televisione, capitava talvolta che un uomo venisse a proiettare un film in un bar del paese. Erano momenti attesi e condivisi da tutti.
In alcune case, la televisione arriva soltanto più tardi, a volte comprata di seconda mano. Le prime immagini in bianco e nero impressionano profondamente gli abitanti. Per molti, accompagneranno gli avvenimenti del maggio 1968.
Senza che ce ne si renda davvero conto, il progresso accelera.
Porta comfort, facilita il lavoro quotidiano, apre nuove possibilità. Ma allo stesso tempo modifica lentamente i punti di riferimento. Ogni generazione osserva questi cambiamenti, si adatta… e talvolta si interroga.
Ricordo ancora mia nonna che si domandava come, nei supermercati americani, le persone potessero pagare tutti gli acquisti contenuti in quei grandi carrelli. Le sembrava quasi irreale.
Con il progresso, il mondo si apre davanti a noi. Oggi, parliamo alle macchine… e loro ci rispondono.
Sta a ciascuno trovare il proprio cammino...