l’Europa precipita nuovamente nel conflitto
A soli vent’anni dalla fine della Grande Guerra, l’Europa precipita nuovamente nel conflitto.
Negli anni Trenta, le tensioni crescono rapidamente. In Germania, Adolf Hitler impone un regime autoritario fondato sulla violenza, sul nazionalismo e sulla conquista. In Italia, Benito Mussolini segue una strada simile. Gli equilibri europei diventano sempre più fragili.
In Francia, la speranza di mantenere la pace rimane viva. Ma non basta a fermare ciò che ormai sembra inevitabile.
Il 1° settembre 1939, la Germania invade la Polonia. Due giorni dopo, la Francia entra in guerra accanto ai suoi alleati.
Anche nelle vallate alpine viene annunciata la mobilitazione.
Gli uomini partono di nuovo. Alcuni avevano già conosciuto la guerra del 1914-1918. Altri, che allora erano soltanto bambini, hanno ora l’età per essere chiamati al fronte.
Le famiglie restano nell’attesa.
Ma questa guerra non assomiglia alla precedente.
Nella primavera del 1940, tutto crolla rapidamente. L’esercito francese viene sconfitto dalle truppe tedesche e il paese è invaso. Poco dopo, anche l’Italia fascista, alleata della Germania, entra in guerra contro la Francia.
Il 18 giugno 1940, da Londra, il generale de Gaulle lancia il suo appello a continuare il combattimento. In quel momento, pochi lo ascoltano davvero, ma le sue parole diventeranno il simbolo della Resistenza.
La Francia viene allora divisa : una parte del territorio è occupata dall’esercito tedesco, mentre un governo francese si installa a Vichy.
Nelle vallate, la guerra assume un volto diverso.
Non ci sono trincee, ma una presenza che si impone lentamente, un’inquietudine diffusa, restrizioni che pesano sulla vita quotidiana. Bisogna convivere con la scarsità, le requisizioni e l’incertezza del domani.
Di fronte a questa situazione, alcuni scelgono di resistere, spesso nel silenzio. Altri subiscono semplicemente gli eventi.
Eppure, anche queste montagne finiscono per essere colpite dalla violenza della guerra.
Il 22 luglio 1944, sul territorio comunale, vicino al ponte di Ondres, quattro gendarmi della brigata di Colmars-les-Alpes vengono fucilati dalle truppe tedesche in rappresaglia per un attentato contro un convoglio militare.
Arrestati e condotti sul posto, vengono uccisi.
I loro nomi restano incisi nella memoria locale : Marcel Béal, Sébastien Bracco, Alexandre Aimard e Adrien Daumas.
Questo episodio ricorda quanto la guerra abbia colpito duramente anche le vallate più isolate.
Gli anni passano, pesanti e incerti. Poi, lentamente, la speranza ritorna.
L’8 maggio 1945, la Germania nazista capitola.
Questa volta non si tratta di un semplice armistizio : la guerra finisce realmente in Europa.
Nei paesi di montagna, come altrove, il sollievo è immenso. Ma i nomi incisi sui monumenti ai caduti ricordano il prezzo pagato per la libertà.
Un’intera generazione rimane profondamente segnata.
La pace è finalmente tornata.
La vita riprende lentamente, ma le ferite non si chiuderanno mai del tutto. Anche se il mondo cambia poco a poco, nelle vallate molti restano profondamente legati alle loro tradizioni.
Nel prossimo episodio : gli anni delle “Trente Glorieuses”.
Tra memoria e rinascita, i paesi continuano ad avanzare, senza dimenticare.
Discorsi sono stati letti l’8 maggio 2026
davanti al monumento ai caduti di Thorame-Haute