Anche nelle vallate alpine, la notizia arriva brutalmente
Nel 1914, tutto cambia improvvisamente.
A Sarajevo, l’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando d’Austria provoca una reazione a catena. In poche settimane, l’intera Europa viene trascinata in un conflitto di dimensioni mai viste prima.
Anche nelle vallate alpine, la notizia arriva brutalmente.
Gli uomini vengono mobilitati. Lasciano le famiglie, le terre, i paesi di montagna. Molti pensano di partire soltanto per qualche settimana. La guerra durerà invece più di quattro anni.
Molto rapidamente, la realtà si impone.
I combattimenti raggiungono una violenza estrema. A Verdun, al Chemin des Dames e su numerosi altri fronti, migliaia di uomini perdono la vita. I soldati affrontano il freddo, il fango, la paura e l’attesa interminabile delle trincee.
Compaiono nuove armi : l’artiglieria pesante, le mitragliatrici, i gas.
Di fronte a questa guerra moderna, gli uomini si ritrovano spesso impotenti.
Un’intera generazione ne esce profondamente segnata.
Nelle vallate, le assenze si fanno sentire ovunque. Le donne si organizzano e continuano a far vivere le proprietà agricole.
Nelle famiglie, spesso numerose, anche i bambini devono lavorare. Non si tratta di un’esagerazione : è semplicemente la realtà di quell’epoca.
La guerra non porta via soltanto gli uomini. Impone ai più giovani responsabilità troppo pesanti, troppo presto.
E poi, lentamente, arrivano i nomi.
Oggi incisi sui monumenti ai caduti, testimoniano il prezzo pagato anche da questi paesi lontani dalle grandi città.
L’11 novembre 1918 viene firmato l’armistizio. I combattimenti cessano.
La Francia esce vittoriosa dalla guerra, ma profondamente ferita. Le perdite umane sono immense e il paese appare stremato.
Quando il conflitto termina, molti pensano che nulla di simile potrà mai più ripetersi.
Si parla allora della “guerra che avrebbe dovuto essere l’ultima”.
Nelle montagne, le assenze pesano ancora a lungo. Le famiglie devono continuare a vivere, nonostante tutto.
La vita riprende lentamente.
Ma nel silenzio lasciato da coloro che non sono tornati, tutti comprendono che qualcosa è cambiato per sempre.
Nel prossimo episodio : la Seconda guerra mondiale.